Poco si sa della storia anteriore all’anno 1000. E’ probabile che, come i territori circostanti, la Valbrona (val- brona) fu dimora dei Galli e dei Romani. Si sono ritrovate a testimonianza, monete, cucchiai e forchette di epoca gallo-romana. Resti di denominazione romana sono anche le conche che raccolgono l’acqua del lavatoio di Osigo e quello di Maisano. Dette conche erano in origine coperchi di vecchie tombe, la prima in granito grigio, la seconda in granito rosa utilizzate in seguito per la raccolta d’acqua delle fontane.

La storia di Valbrona è connessa alle vicende della “Vallassina” di cui faceva parte. Nel Medio Evo il “Feudo della Vallassina”, ai confini dello Stato Milanese, era tra i paesi più esposti alle invasioni barbariche e questo spiega la presenza delle mura che circondano Asso, del Castello e delle Torri di avvistamento.

Anche Valbrona possedeva delle torri di cui rimangono rovine (per esempio quella che esisteva a “crus”, una località sopra l’oratorio della “Madonna delle valle ( o della febbre)” a Maisano.

Tutti questi manufatti furono probabilmente abbattuti nel 1300 quando Facciolo Pusterla saccheggiò e devastò tutta la Vallassina.

Dopo il dominio dei signorotti medioevali, tutta la zona passò in potere agli Arcivescovi di Milano. Più tardi i Vallassinesi appoggiarono Federico Barbarossa contro Milano, ormai diventato Comune e questi, vinta la città, affidò paesi e feudi a chi lo aveva appoggiato. Fra questi un Algiso, del Monastero di S. Pietro in Civate, ricevette in dono molti luoghi della Martesana e due paesi della Vallassina: Barni e Maissano (così era chiamata anticamente l’area di Valbrona).

Caduti gli Arcivescovi, la Vallassina venne unita al Ducato di Milano. La valle era divisa in quattro quartieri con rappresentanti al Consiglio Generale : il primo era costituito da Asso con Pagnano e Scarenna; il secondo da Valbrona, Visino ed Onno; il terzo detto “Barneggia” da Barni, Magreglio, Lasnigo; il quarto chiamato “Monte di sera” da Rezzago, Sormano, Caglio.

La Vallassina così rappresentata era un governo perfettamente autonomo e, nonostante l’unione con Milano, godeva di indipendenza e privilegi. Seguirono però, anni di lotte fra Signori, Duchi, Marchesi che si contendevano il territorio vallassinese, finchè nel 1788 la Vallassina fu affidata dal Duca Gianmaria Visconti a “Faccino Cane”.

Nel 1765 però Francesco I° D’Austria aveva confuso le terre della Vallassina con il resto del Ducato di Milano azzerando i privilegi che fino allora aveva avuto.

Caduta la Repubblica Cisalpina e poi il Regno Napoleonico, cessò la dominazione austriaca in Italia e i Valbronesi si distinsero nelle lotte per la redenzione e l’unità della Patria.

Tra tutti si ricorda il Conte Luigi Sormani Moretti (1834-1908) senatore del Regno, decorato a Custoza, originario di Valbrona, essendosi stanziata qui un ramo importante della famiglia dei “Signori di Sormano”.

Durante le guerre mondiali, giovani vite valbronesi si immolarono sull’altare della Patria. I Monumenti ai caduti nelle frazioni di Osigo e Visino ricordano il loro sacrificio.

Liberamente tratto da “Valbrona la vallata delle sorgenti” Carlo Lercari – “Valbrona natura storia e arte” curato da Elisabetta Rurali.

Se vuoi saperne di più…

testimonianze storiche, bellezze naturali, fauna e flora di questo territorio:

I massi erratici

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I massi avelli

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I sassi delle streghe

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Le ghiacciaie

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I caselli dell’acqua

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L’antico torchio di Maisano

L’antico torchio di Maisano