Le Grigne

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Entrando in Valbrona si ha la netta sensazione che il gruppo delle Grigne sia lo sbarramento naturale della valle da cui non si può uscire se non tornando per la stessa strada da cui si è arrivati. Per noi che qui ci viviamo la certezza di poterla attraversare da sud/ovest a nord/est e viceversa è immediata ma per chi vi giunge per la prima volta soprattutto da Asso (sud/ovest verso nord/est) ciò non è scontato e men che meno è facile immaginare che tra la valle e il muro delle Grigne, ancora nel territorio di Valbrona, si incontri – del grande lago lariano – il ramo di Lecco. Valbrona sembra il naturale terrazzo da cui poterle ammirare, sono lo sfondo imprescindibile verso cui sale lo sguardo di ogni valbronese al sorgere del sole e durante la giornata fino ad ammirarle illuminate dal sole al tramonto, tinte di rosa, quando appaiono tanto vicine che par di poterle toccare…

Il Gruppo delle Grigne, completamente costituito da rocce calcareo-dolomitiche, si eleva all’estremità occidentale delle Alpi Orobie.
È delimitato ad ovest, da Lecco a Bellano, dalla sponda orientale del Lago di Como, percorsa dalla Statale 36 e dalla ferrovia Lecco-Sondrio, e su tutti gli altri lati dalla strada provinciale della Valsassina, che percorre nell’ordine la Valle del Gerenzone, il Vallone di Balisio e la Valle del Pioverna o Valsassina.
La dorsale principale del Gruppo comprende: la Grigna Meridionale o Grignetta – mt. 2177; la Grigna Settentrionale o Grignone – mt. 2409; il Monte Pilastro – mt. 1823; i Pizzi di Parlasco – mt. 1511.
I due gruppi montuosi sono distinti anche se li unisce una lunga cresta e racchiudono un discreto numero di cime secondarie.  Dalla Grignetta, verso sud, si dirama l’imponente complesso roccioso della Costiera del monte San Martino e del Coltignone, che formano come un muro per la  città di Lecco:  visibili in linea d’aria dietro al campanile della Basilica di San Nicolò. Mentre dal Grignone si staccano lo sperone del Sasso Cavallo a sud ovest, il massiccio della Cima del Palone a nord e la lunga cresta verso il Monte Palagia a ovest.
Grazie alla loro vicinanza alla città le Grigne riscuotono grande successo ed affluenza di pubblico, in particolare dalla Brianza sino a Milano e dintorni.
La particolare caratteristica verticale del Corno di Medale, del San Martino, del Sasso Cavallo e le slanciate e variegate guglie e torri della Grignetta hanno dato impulso all’arrampicata a partire dall’inizio del novecento. Qui hanno scritto pagine memorabili molti alpinisti, due su tutti: Riccardo Cassin e Walter Bonatti.
Dal punto di vista naturalistico la ricchezza offerta da questo gruppo montuoso è enorme, considerando anche che un vasto territorio è interessato dal parco regionale della Grigna settentrionale. Per gustare appieno i vari itinerari da trekking vi rimandiamo al sito www.webalice.it/stefan.extremelover/gruppogrigne.htm

Foto 1. Grigna meridionale – Foto 2. Grigna settentrionale – Foto 3. Gruppo del Fungo – Foto 4. Torre Costanza e vista sul Lago di Como ramo di Lecco

La leggenda delle Grigne
Una canzone ci racconta il rapporto tra l’alpinista e la Grigna. Attraverso la metafora dell’amante (lo scalatore) e la crudele amata (la montagna Grigna) si canta di quanti sono morti (Avere te voglio, o morire) nel tentativo di scalare questa bassa ma ferigna montagna. La Grigna era una crudele guerriera, che fece uccidere da una sua sentinella un cavaliere venuto a manifestare il suo amore per lei. La guerriera fu da un pietoso Dio trasformata in montagna, il Grignone (o Grigna Settentrionale 2409 m.) mentre la sentinella che obbedì al comando divenne la Grignetta (o Grigna Meridionale 2177 m.).

Alla guerriera bella e senza amore
un cavaliere andò ad offrire il cuore;
cantava: “Avere te voglio morire!”.
Lei dalla torre lo vedea salire.

Disse alla sentinella
che stava sopra il ponte:
“tira una freccia in fronte
a quello che vien sù”.

Il cavaliere cadde fulminate.
Ma Dio punì l’orribile peccato
e la guerriera diventò la Grigna,
una montagna ripida e ferrigna.

Anche la sentinella,
che stava sopra il ponte,
fu trasformata in monte
e la Grignetta fu.

Noi pur t’amiamo d’un amor fedele,
montagna che sei bella e sei crudele.
E salendo ascoltiamo la campana,
d’una chiesetta che a pregare chiama.

Noi ti vogliamo bella
che diventasti un monte;
facciamo la croce in fronte:
non ci farai morir.

Se vuoi saperne di più…

testimonianze storiche, bellezze naturali, fauna e flora di questo territorio:

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