Candalino

CANDALINO  (C.SALA LA VALLE 1976)  Questa frazione è nata in epoca feudale (1300/1400) ed aveva la sua sede in località detta  Torre Tourr”, precisamente dove ora sorge la villa “De Marchi”. La sede feudale era circondata da un vasto parco e da poche casupole di contadini, trattati come schiavi. La proprietà iniziava a sud, in località “Crocifisso”, al confine con Visino e terminava a nord-est sullo spartiacque fra chiesa e cimitero di Osigo, arrivando al culmine dei Corni di Canzo, che mappalmente appartengono a Valbrona. Invasioni, malattie e carestie indussero i feudatari a lottizzare e vendere i terreni , che, acquistati da gente dei dintorni, costruirono le loro case, vicino all’acqua, fonte di vita. Parte costruì su un torrente che scendendo dal monte bagnava Osigo e parte su una valle che scendendo dalle pendici dei Corni, precipitava a Candalino. Man mano che il feudo vendeva, le due frazioni si svilupparono ulteriormente.

Candalino sfruttò la pietra dolomitica di cui è ricca, trasformandola in calce. Ciò avvenne in località “Montanella“, con sistemi primitivi ma efficaci. Vecchi capitolati edili, trovati negli archivi della città di Milano, portano scritto “gli interni saranno finiti a civile, intonacati con sabbietta del Ticino e calce dolce di Candalino”.  Sempre in zona “Montanella” si trovava un mulino per la macinazione del grano locale ma data la nascita dell’industria artigianale, il mulino fu trasformato in mola, “la moura”, dove andavano i “muleta” ad affilare le lame. Candalino si costruì’ la sua chiesetta, dedicandola alla Madonna Addolorata. Verso la fine del ‘600 dalla Brianza si trasferì a Candalino la famiglia dei Beretta che, sfruttando l’acqua dei Corni, costruì il filatoio che dava lavoro ad un buon numero di operai. Edificarono anche una grande casa per la loro famiglia e un’altra detta “Zucchello”. A metà del ‘700 arrivò a Candalino uno svizzero di cognome Shaiber, che per 40.000 “svanzeghe” acquistò il filatoio con il terreno annesso. Egli seppe moltiplicare l’industria della lavorazione della seta, portando a cento gli operai. Si costruì una villa e acquistò i terreni di montagna retrostanti lo stabilimento, verso i Corni, recintando con muri e formando un grande parco. Pare che, per non disturbare la quiete dei signori con le mine usate per l’estrazione della calce, in questo periodo i costruttori trasferirono la fornace del Montanella trecento metri più a valle, dove si trova ora; tracce di un castello militare di origine medioevale sono state ritrovate sopra lo sperone roccioso che domina la valle.

Se vuoi saperne di più…

testimonianze storiche, bellezze naturali, fauna e flora di questo territorio:

I massi erratici

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I massi avelli

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I sassi delle streghe

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Le ghiacciaie

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I caselli dell’acqua

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L’antico torchio di Maisano

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