Maisano

MAISANO  (C.SALA LA VALLE 1971) – Per conoscere le origini storiche della frazione, bisogna andare all’epoca della decadenza dell’Impero Romano quando, popoli stranieri invasero il settentrione depauperando la popolazione locale.
Un religioso toscano, San Benedetto, istituì il monachesimo per dare rifugio alla gente oppressa. Sul principio “hora et labora” tutti i convenuti nei conventi, in base alla loro qualifica, furono messi al lavoro. Avvalendosi del grande ascendente che San Benedetto aveva sui prìncipi invasori, si ottenevano vaste zone incolte che, tramite il lavoro delle comunità conventuali, venivano bonificate e poi coltivate a beneficio della comunità.

Misano”, così la località era chiamata un tempo, si trovava nella Valle del Lario, nel “Feudo di Limonta” che andava fino a Bellagio, raggiungendo Campione. Contrariamente al “Feudo di Asso”, verso sud, già bonificato, la parte verso il lago era selvaggia e abitata da poche baite di pastori. Il “Feudo di Limonta” fu donato al Monastero Maggiore di Milano che passò la proprietà ai Frati bonificatori, detti Roncari, così chiamati perché sistemavano il terreno nella bonifica a gradoni, facilitandone la coltivazione. Da ciò infatti derivano i nomi delle località: “Runc”, “Runchett”,”Runcasc”, “Runcarea”,  di questa zona a testimonianza del loro passaggio. Un gruppo di questi “Roncari” si trasferì a Maisano e piantò la sua prima baita presso il lavatoio, per avere acqua corrente, usufruendo della protezione dei venti del lago data dal “Zucco della Muta”, altura alle spalle.

Iniziarono così le opere di bonifica: si estirparono piante in zona piana, fra la Parrocchiale ed il San Rocco e quindi vennero bonificate le località dette: “Ziniga“, “Vai“, “Furnacc“, “le Cascine“, “Caprante“, “Ciarée“, “Rogorea“, “Alpe di Monte“.
Mentre avanzava la bonifica, la baita venne trasformata in una casa in muratura su cui, sopra al portone d’ingresso del Convento, venne apposto un medaglione con gli affreschi dei loro Santi Protettori (medaglione ancora visibile). La famiglia aumentò e a poca distanza, fu costruita una seconda casa che conserva ancora carattere monastico, detta dei Roncareggi e ancora di proprietà di questi. Venne poi costruita una terza casa, sempre dei Roncareggi, simile ad un piccolo convento con il medaglione sopra il portale e la facciata, che guarda alla campagna, è formata a lunette e colonne di granito di bellezza architettonica stupefacente. Nel seicento, la comunità si sciolse e ciascuno prese una porzione di terreno bonificato. Alcuni “Roncari” vendettero la loro porzione ad abitanti dei paesi vicini. La zona passò poi al “Feudo di Asso”, i cui esattori riscuotevano le decime.

In questo periodo fu costruita la torre, di architettura militare e il nucleo storico, con probabile destinazione originaria a presidio militare. L’accesso ed il controllo della zona della valle verso il lago, erano garantite da una fortificazione situata su di un rilievo naturale in località “Crus”. Ora gli edifici del nucleo storico sono caratterizzati da un impianto architettonico a corte, tipico delle case rurali, con lobbie sui due lati interni alla corte, fienile, stalle che si affacciavano sul cortile, finestre e porte anch’esse rivolte all’interno. Piccole finestre erano poste sui muri esterni e quelle che oggi si vedono, sono state aperte recentemente.

Se vuoi saperne di più…

testimonianze storiche, bellezze naturali, fauna e flora di questo territorio:

I massi erratici

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I massi avelli

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I sassi delle streghe

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Le ghiacciaie

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I caselli dell’acqua

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L’antico torchio di Maisano

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